A Wrestlemania 42 manca meno di una settimana, ma la costruzione di un match in particolare ha sollevato un mare di polemiche. Parliamo di quella dell’atteso scontro tra Cody Rhodes e Randy Orton per il titolo WWE, palesemente rovinata dall’inserimento di Pat McAfee.
La Road to Wrestlemania di questo 2026 è stata senza particolari eccessi. Tutto sommato bella ed interessante la costruzione del principale incontro, quello tra CM Punk e Roman Reigns, che chiuderà la seconda serata e tutta l’edizione. Più in sordina i big match femminili. Rollins contro Gunther ok, ma troppo improvvisato e veloce. Non male Oba Femi contro Lesnar e Fatu contro McIntyre. In generale nessun sussulto particolare. Ma in una Road to Wrestlemania con qualche alto e qualche basso, spicca, in negativo, ciò che è successo nelle ultime settimane a SmackDown (e non solo)
Avevamo già parlato di Cody Rhodes contro Randy Orton. Una faida che si scriveva praticamente da sola per la storia che i due hanno in comune. Una faida che, riprendendo le giuste dinamiche, giustificava l’aver messo in secondo piano e fuori dalla scena titolata due atleti lanciati come Jacob Fatu e Drew McIntyre. Non stava neanche andando male con Cody che chiede di affrontare il miglior Randy Orton e ‘The Viper’ che turna heel aggredendolo selvaggiamente durante il segmento della fine del contratto, dicendo di essere tornato a sentire le voci nella sua testa. Magari chi si aspettava il turn di Rhodes sarà stato deluso per la scrittura fin troppo classica del top face della compagnia che viene aggredito in piena Road to Wrestlemania, ma in generale va bene così. Il problema è ciò che si è fatto dopo
La costruzione forse troppo classica e semplice, non ha aiutato a “vendere” l’evento. Una Wrestlemania che non vende con i suoi match principali è un problema. Ma, ben lungi dal fare mea culpa sui prezzi dei biglietti elevatissimi, la compagnia, o forse sarebbe meglio dire il gruppo che la controlla, ossia TKO, ha deciso di agire sul booking. E l’ha fatto come peggio non si può. Randy, dopo aver aggredito Cody, si è fatto più volte vedere a telefono con qualcuno, dicendo anche una frase “il wrestling ha più di una famiglia reale”. Le speculazioni si sono sprecate. Era al telefono con suo padre Bob? O stava parlando con Ted DiBiase Jr, storico membro della legacy e anche lui figlio d’arte, essendo figlio di ‘Million Dollar Man’ Ted DiBiase? Oppure con qualche altro wrestler figlio o nipote di leggende del passato? Insomma, certamente una risposta alla Rhodes Family, di cui Cody fa parte. Ed invece no. A palesarsi davanti a Cody e al fianco di Orton arriva Pat McAfee. Una mossa che è immediatamente rigettata dai fan. Gli stessi fan che in realtà non ce l’hanno con Pat in particolare. Anzi McAfee nel passato, anche recente, è sempre stato molto apprezzato sia come commentatore, sia come showman, sia anche come wrestler quelle rare volte che si è cimentato sul ring. Il problema è la storia. Cosa c’entra lui nella faida tra Randy Orton e Cody Rhodes? Avrebbero dovuto raccontarci del rispetto trasformatosi in astio o magari disprezzo del discepolo verso il suo mentore oppure dell’invidia del mentore che si avvia alla fine della sua carriera ma si vede scavalcato dal giovane che lui stesso ha formato. Niente di tutto questo. Ci propinano un Pat McAfee che giustifica la sua alleanza con Orton addirittura tirando in ballo proprio quei famosi biglietti di Wrestlemania che non si riescono a vendere, dando la colpa alla banalità di Cody Rhodes. Uno schiaffo all’intelligenza dei fan.

La dimostrazione di una dirigenza ai piani altissimi, quella di TKO, che ne capisce poco e che studia le strade più assurde per ottenere profitto. Sembra sia stata una vera e propria ingerenza nella storyline. Un’imposizione. E sembra anche che non sia stata molto gradita. Lo dimostrerebbe il promo di Cody Rhodes nella stessa serata di SmackDown, dove ha ironizzato su Pat McAfee, dicendo che aver scoperto che Randy Orton parlasse con lui al telefono nelle settimane passate è come se in passato il NWO invece che presentare Hulk Hogan come suo nuovo membro avesse presentato Disco Inferno. E lo dimostrerebbe ancor di più la Pipebomb 2.0 di CM Punk pochi giorni dopo a Raw. Il ‘Best in the World’ oltre alla sua prevedibile arringa contro Roman Reigns nell’ambito della loro faida, ha fatto un passaggio in cui ha citato Pat McAfee, dicendo che un ex giocatore di football non può venire a dettare le condizioni nel loro mondo. E poi, sempre Punk, ha anche toccato, non piano, il tema dei biglietti degli show, chiedendo espressamente ed in mondovisione di abbassare i prezzi per renderli accessibili alle famiglie. Come fu anche per la storica Pipebomb del 2011 è chiaro che, sebbene sia magari andato fuori copione, ciò che Punk ha detto era tutto sommato concordato col booking team. Ma ciò che farebbe riflettere è che lo stesso booking team della WWE abbia voluto dare un segnale ai suoi vertici di TKO. Il promo di Cody Rhodes (che sarebbe stato preparato in fretta e furia) e la Pipebomb 2.0 di CM Punk avrebbero un significato: non vogliamo ingerenze!

La Road to Wrestlemania è ormai rovinata, almeno per quanto riguarda la faida Rhodes-Orton, che aveva un potenziale clamoroso ed è stata oscurata da una scrittura idiota. L’inserimento poi di Jelly Roll di venerdì scorso è stato la ciliegina sulla torta. Non che le superstar non vadano bene, anzi, Wrestlemania nasce con l’intento di aprirsi al pubblico generalista coinvolgendo anche star di altri mondi. Ma è la coerenza che deve comunque esserci. In questa storia Pat e Jelly non c’entrano nulla. Potevano essere inseriti magari in una faida a sé stante, come fatto magari con iShowSpeed, buttato dentro al fianco del Vision contro Usos e LA Knight. Nessuno avrebbe detto nulla. Ma qui no. Davvero fuori luogo. Speriamo almeno che il match e l’evento si rivelino superiori alle attese, che oggi sembrano basse
