fbpx
Condividi

Così ci siamo. Forse. Con Randy Orton che ha vinto l’Elimination Chamber e Cody Rhodes che una settimana dopo ha riconquistato il titolo WWE battendo Drew McIntyre, finalmente vedremo la grande sfida tra Cody Rhodes e Randy Orton. Una sfida che ha radici lontane e che non poteva che avere come teatro di lotta Wrestlemania.

La Legacy. Per capire dove nasce tutto bisogna andare indietro al 2008. Randy Orton è giovane, certo, ma non è più una semplice promessa come qualche anno prima. I tempi della Evolution sono andati e l’ ‘Apex Predator’ si è ormai affermato, avendo già conquistato dei titoli. Basti pensare che nel 2008 Randy è entrato ed uscito da campione WWE da Wrestlemania. Nel frattempo iniziano a farsi notare nel roster due figli d’arte. Uno è Ted DiBiase Jr, figlio del celebre ‘Million Dollar Man’ Ted DiBiase. L’altro è Cody Rhodes, figlio dell’indimenticato Dusty Rhodes, più volte campione mondiale NWA e in quel periodo nello staff della WWE, nonché fratello di Goldust, personaggio comedy ma in qualche modo storico della WWE. I due stringono un’alleanza quando Cody tradisce l’allora suo tag team partner, Hardcore Holly. DiBiase e Rhodes insieme funzionano e diventano campioni mondiali di coppia e cercano di guadagnarsi apprezzamento e rispetto da parte di colui che vedono come punto di riferimento: Randy Orton. Inizialmente c’è diffidenza, ma Cody e Ted continuano nel loro percorso, affiancandosi anche ad altri due figli d’arte come Manu, figlio di Afa dei Wild Samoans, e Sim Snuka, figlio di Jimmy Snuka. Questo gruppo di figli d’arte, più o meno amici di Randy Orton – figlio d’arte anche lui essendo figlio di Bob Orton – viene sottoposto dal loro leader a vari test e alla fine Randy decide di escludere Manu e Sim. I due provano a convincere Cody ad attaccare Randy qualche settimana dopo, ma Rhodes preferisce allearsi con Ted DiBiase Jr ed attaccare proprio Manu e Sim. Cody Rhodes e Ted DiBiase Jr entrano a tutti gli effetti nella Legacy, come allievi di Randy Orton. Il loro primo compito è aiutare il loro leader a vincere la Royal Rumble del 2009. E ci riescono. Grazie al loro supporto, il ‘Legend Killer’ vince la sua prima rissa reale in carriera e vola nel main event di Wrestlemania XXV, iniziando una coinvolgente faida contro l’allora campione WWE, Triple H. Non sarà altrettanto coinvolgente il match tra i due, vinto tra l’altro da ‘The Game’, ma il feud non termina qui. Anzi, si allarga. Randy manda i suoi scagnozzi ad attaccare la famiglia McMahon, sfociando così in uno strano tre contro tre a Backlash in cui in caso di vittoria della Legacy sul trio composto da Triple H, Batista e Shane McMahon, Randy Orton sarebbe diventato campione WWE. E stavolta il piano di Orton, grazie ai suoi scagnozzi va a segno.

La fine della stable. Il 2009 scorre via con DiBiase Jr e Cody che supportano Randy nell’attaccare i suoi rivali. Nel mirino c’è principalmente Triple H, che si ritrova costretto a chiedere l’aiuto del vecchio amico Shawn Michaels per riformare la DX, per una faida che regalerà tre incontri: quello di Summerslam vinto dalla DX, il submission count anywhere di Breaking Point vinto dalla Legacy e l’Hell in a Cell dell’omonimo evento vinto ancora dalla DX. Ma nel mirino è finito anche John Cena, tanto che nella faida con sullo sfondo il titolo WWE tra Randy e John, spesso si sono intrufolati i due discepoli per aiutare ‘The Viper’ a vincere il titolo, che in un paio di mesi si scambierà più volte con il ‘Cenation Leader’. Ma non tutto è stato rose e fiori in questo rapporto. Orton ha spesso abusato del suo ruolo di leader, creando momenti di tensione e pressione sui due ragazzi, che alla fine nel 2010 si ribellano. Tutto scoppia a Royal Rumble, quando un intervento di Cody fa scattare la squalifica durante il match per il titolo WWE tra Sheamus e Randy Orton, con quest’ultimo che va su tutte le furie e attacca sia Cody che Ted. La storia si ripete qualche settimana dopo in un match non titolato durante un episodio di Raw e ancora una volta Orton attacca i suoi allievi. Intanto si svolgono i match di qualificazione all’Elimination Chamber e tutta la Legacy partecipa. Cody Rhodes, sconfitto da John Cena, non riesce a qualificarsi, ma Randy Orton e Ted DiBiase Jr sì. Ed è nella chamber che la Legacy scoppia definitivamente. Cody passa un tubo d’acciaio a Ted, che colpisce Randy, che viene eliminato, dovendo definitivamente rinunciare al titolo WWE. Neanche DiBiase vincerà, ma sarà l’inizio della faida in vista di Wrestlemania XXVI. La reazione di Orton non si fa attendere nel Raw successivo. Si va allo scontro e anche tra Ted e Cody l’alleanza finisce. A Wrestlemania si arriva ad una resa dei conti in un triple treath in cui è Randy a vincere. La Legacy di fatto finisce qui.

Randy e Cody dal 2010 ad oggi. Tralasciando Ted DiBiase Jr, sparito dai radar, il percorso di Randy Orton e Cody Rhodes prosegue per strade molto differenti. Randy Orton consolida il suo status di leggenda, arrivando oggi ad essere un veterano del roster con ben 14 titoli mondiali conquistati. La storia di Cody Rhodes la conosciamo tutti. Dopo la Legacy ha avuto un’involuzione, dovuta anche a un booking non sempre all’altezza, che ha toccato il fondo con il cambio di personaggio nel bizzarro Stardust. Cody lascia la WWE, si fa conoscere altrove, ottiene successi in ROH e in Giappone e fonda la AEW, ancora oggi principale compagnia rivale della WWE. Ma poi nel 2022 lascia proprio la AEW e torna in WWE, stavolta con uno status ben noto. La compagnia non può più sottovalutarlo perché Rhodes si è fatto un nome fuori dal mondo WWE e quando ritorna lo fa da numero uno. Intraprende una bellissima faida con Seth Rollins, vince due Royal Rumble di fila, perde al primo tentativo di conquista del titolo contro Roman Reigns, ma poi “finisce la sua storia” l’anno dopo mettendo fine al regno di 1316 giorni del ‘Tribal Chief’. Cody diventa il simbolo della nuova WWE e lo fa con un primo regno da campione durato oltre un anno.

Randy vince la chamber, Cody torna campione WWE. Durante il suo percorso ha affrontato varie star, ma più volte ci è stato suggerito uno scontro col suo mentore di un tempo: Randy Orton. I due, da quando Cody è tornato, hanno sempre avuto un atteggiamento amichevole. Messi da parte gli screzi dell’ultimo periodo della Legacy, Randy ha sempre mostrato ammirazione e rispetto per il lavoro fatto da Rhodes in questi anni. Rispetto sì, ma ‘The Viper’ ha più volte manifestato di sfidarlo un giorno per quel titolo. Un antipasto in un certo senso c’è stato. Un anno fa nella finale del King of the Ring con in palio non solo la corona, ma anche la title shot per il titolo WWE – che intanto Cody aveva perso – a Summerslam contro John Cena. Ma è finita lì. Cody ha riconquistato il titolo con Randy che in qualche altro segmento ha confermato che presto l’avrebbe sfidato per il titolo. Nel frattempo è arrivato Drew McIntyre a strappare il titolo a Rhodes. Così Cody e Randy si sono ritrovati contro nella chamber con in palio la title shot per sfidare proprio Drew a Wrestlemania. Lo scozzese interferisce nel match, viene respinto, ma Orton ne approfitta e sorprende Cody con la RKO decisiva, che vale la vittoria. Ma Cody si riprende il titolo battendo Drew McIntyre pochi giorni dopo e così eccoci qua. Finalmente Cody Rhodes contro Randy Orton. La grande sfida tra discepolo e mentore, finalmente uno contro uno in un match di altissimo livello in un palcoscenico di altissimo livello.

Un match a lungo atteso. Una sfida che ha senso e ci è stata suggerita a più riprese. È la storia giusta a questo punto della carriera per Randy Orton. Lo è certamente per Cody Rhodes, che nei suoi vari regni da campione WWE li ha affrontati un po’ tutti e ha bisogno di una faida con radici lontane e forti per ravvivare il personaggio. Ma potrebbe anche stavolta esserci una possibilità che porti a far saltare questo grande scontro uno contro uno. Infatti durante questa Road to Wrestlemania ci sono state troppe variabili, che ci potrebbero riservare uno scontro a più uomini per il titolo WWE. Fin dal three stages of heel di SmackDown del 9 gennaio, in cui McIntyre ha strappato il titolo a Cody Rhodes, si è intromesso Jacob Fatu, che ha finito spesso con attaccare ed essere attaccato anche nelle settimane seguenti sia da Cody che da Drew, creando i presupposti per una faida a tre. Drew ha spesso creato problemi ad entrambi: ha interferito nella Royal Rumble, eliminando (pur non partecipando alla sfida) Cody Rhodes. Ha interferito nel match di qualificazione alla chamber in cui erano coinvolti sia Cody che Fatu, riuscendo a far perdere Fatu. Ha interferito nella chamber, causando la sconfitta di Rhodes. E, dulcis in fundo, nel match in cui Cody ha sconfitto Drew riprendendosi il titolo, Fatu ha interferito distraendo lo scozzese. A questo punto è facile che, a meno che non si faccia ripiegare Jacob e Drew su una sfida tra loro, i due in questione potrebbero in qualche modo finire coinvolti in un fatal four way per il titolo WWE, aggiungendosi a Cody e Randy

Fatal four way: sarebbe un bene o un male? La risposta sta nel mezzo. Certamente per il loro passato e la loro storia, sarebbe meglio vedere Rhodes e Orton uno contro uno. Ma c’è anche da dire che, sebbene nelle arene spopoli ancora, sui social si sta iniziando a scatenare una sorta di sommossa contro Cody Rhodes nel più classico dei rapporti tra la fanbase e il babyface che inizia ad essere stancante. Da qui potrebbe anche maturare la scelta di coinvolgere due atleti che sono comunque molto meritevoli come lo ‘Scottish Warrior’ e il ‘Samoan Werewolf’. La chiave di tutto sarà la storia che verrà raccontata in un senso o in un altro. Perché alla fine l’hype lo crea la storia. Gli elementi per costruire qualcosa di buono ci sono sia con il match singolo sia con il fatal four way. Sta alla compagnia svilupparli nel modo giusto

Di Mario Grasso

Ex giornalista, ora scrivo solo per passione su questo sito. Laureato in Giurisprudenza. Buyer presso Autostrade per l'Italia. Da sempre appassionato di wrestling, ho dato vita nel 2017 a WWEMania, in cui mi diletto in report e qualche editoriale, oltre che all'archivio storico di titoli ed eventi. Scegliere i miei preferiti di sempre è abbastanza dura, ma faccio 4 nomi: Hulk Hogan, The Undertaker, The Rock e Shawn Michaels. Ma anche tantissimi altri: Brock Lesnar, Chris Benoit, CM Punk, AJ Styles, Rey Mysterio, Goldberg, Sting, solo per dire qualche nome. Tra quelli di oggi senza dubbio Seth Rollins, Cody Rhodes e Roman Reigns