Un altro anno di WWE e un altro anno del nostro sito si conclude. Sembra incredibile ma siamo giunti al sesto anno in cui andiamo a tirare le somme sull’annata in WWE. Una gran bella soddisfazione per noi. Nonostante impegni lavorativi, che hanno portato spesso a rivedere alcune nostre programmazioni (ad esempio non seguiamo più NXT perché non riusciamo a star dietro a tutto, purtroppo), ci siamo e almeno sul main roster non facciamo mancare il nostro apporto. Autocelebrazione? Forse sì, ma non mollare per ben sei anni consecutivi, tenendo alta la passione davanti agli impegni della vita, ci sembra un gran bel risultato. Detto questo, però, adesso spazio ai premi.
In questo post assegneremo i premi al miglior tag team, al migliore feud, al miglior debuttante, al miglior ritorno e al miglior momento. In prossimi post ci dedicheremo alla top 10 delle donne, alla top 10 degli uomini, alla classifica di tutti i ppv (PLE, se preferite la nuova dicitura, ndr) e per concludere alla top 10 dei migliori match dell’anno.
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Poche storie, come l’anno scorso anche quest’anno il premio della miglior coppia va a Jimmy e Jey, gli Usos. Da anni sulla cresta dell’onda con tanti alti e pochi bassi, da quando sono nella Bloodline sono letteralmente dominanti. Siamo stati indecisi fino all’ultimo se estendere il premio a tutta la stable, visto che è stato indiscutibilmente l’anno della Bloodline. Ma poi abbiamo fatto prevalere il tag team per due motivi. Il premio è “best tag team”, quindi non consideriamo tutta la stable. E poi gli Usos hanno collezionato record su record. Da luglio 2021 detengono i titoli di coppia di SmackDown, che detenuti per oltre 500 giorni. Record assoluto non solo tra i regni di SmackDown, ma in generale tra tutti i titoli di coppia. A questo va aggiunto che dal mese di maggio 2022 hanno conquistato anche i titoli di coppia di Raw, diventando i campioni indiscussi. La categoria tag team non conosce altri che loro. L’hanno spuntata sugli RK-Bro, sul New Day, sugli Street Profits, sui Brawling Brutes. Tutti ci hanno provato, nessuno li ha sconfitti. Il premio è assolutamente per loro.
Qualche menzione d’onore. Sicuramente gli RK-Bro, che hanno dominato la scena tag team di Raw almeno fino a maggio. La strana coppia formata da Matt Riddle e Randy Orton ha funzionato benissimo, prima di piegarsi allo strapotere Usos e all’infortunio di Randy. Sicuramente bene, nel finale di anno, i Brawling Brutes, con Sheamus che ha saputo trainare gli astri nascenti Butch e Ridge Holland. Non tanto per titoli, quando per prestazioni, sempre degni di nota il New Day e soprattutto gli Street Profits; ma lontanissimi dalle vette toccate da Jimmy e Jey.
Negli anni precedenti
2017 – Cesaro/Sheamus
2018 – The New Day (Kofi Kingston/Big E/Xavier Woods)
2019 – The Viking Raiders (Erik/Ivar)
2020 – The Street Profits (Angelo Dawkins/Montez Ford)
2021 – The Usos (Jimmy Uso/Jey Uso)
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Best Feud – Cody Rhodes v Seth ‘Freakin’ Rollins
Una faida letteralmente straordinaria. Cody cresciuto dopo lo stint in AEW. Il figlio d’arte è ben altra cosa rispetto ai tempi del Cody Rhodes buono ma mal scritturato o al pessimo Stardust del precedente periodo in WWE. Ora è un atleta affermato, carismatico e tecnicamente esaltante. Ma forse a nulla sarebbero bastate tali skills se non avesse “feudato” con un vero maestro come Seth ‘Freakin’ Rollins. Il ‘Visionary’ a Wrestlemania l’ha accompagnato nel match incredibile che i due hanno tirato fuori. Poi è arrivato il momento della faida vera e propria, dove i due si sono esaltati. Seth a giocare il ruolo del pazzo pronto a tutto pur di smentire Cody nella sua superiorità. L’ ‘American Nightmare’ bravo a rispondere non arretrando di un centimetro e offrendo in ogni match prestazioni stellari. Se quello di Wrestlemania è stato un capolavoro, come dire il contrario dei due capitoli successivi? A Backlash è mancata solo l’atmosfera magica del ‘Grandaddy of them All’, ma la qualità è stata uguale se non superiore. A Hell in a Cell la ciliegina sulla torta: Cody, infortunato, lotta lo stesso, stringe i denti, e tira fuori una prestazione maiuscola, per merito anche del solito fantastico Rollins. Un hell in a cell tra i più belli visti negli ultimi anni. Peccato per l’infortunio che, praticamente, ha interrotto già a inizio estate lo stint in WWE di Rhodes, ma la sua rivalità col ‘Visionary’ è stata uno dei capitoli più belli dell’anno.
Qualche menzione d’onore. Molto interessanti le rivalità messe in atto da Sheamus: dalla sempreverde rivalità (ora diventata amicizia) con Drew McIntyre, a quella molto intensa col titolo intercontinentale sullo sfondo con Gunther. Non male anche quella tra Riddle e Rollins, molto selvaggia, ma che forse è mancata nei match. Se solo Riddle e Rollins avessero tirato fuori match non belli, ma straordinari, forse questo feud avrebbe dato filo da torcere al vincitore. Ha un po’ stancato, ma vale la pena rimarcare anche quella tra Roman Reigns e Brock Lesnar: strapubblicizzata e ben condotta durante la Road to Wrestlemania; un po’ stucchevole e senza energia quando è rinata in vista di Summerslam. Sul lato femminile ci sentiamo di esaltare solo quella tra Bianca Belair e Becky Lynch; anch’essa davvero ottima nella Road to Wrestlemania e nel periodo immediatamente successivo, fino ad arrivare alla resa dei conti di Summerslam.
Negli anni precedenti
2017 – Roman Reigns v Braun Strowman
2018 – Becky Lynch v Charlotte Flair
2019 – Kofi Kingston v Daniel Bryan
2020 – Bayley v Sasha Banks
2021 – Edge v Seth Rollins
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Best Rookie – Gunther
C’è un po’ di scelta, ma premiamo il ‘Ring General’, Gunther. Il suo 2022 è stato interessante per la rapida scalata. Dopo anni di dominio a NXT UK, passa a NXT cambiando anche nome da Walter a Gunther. Dura pochissimo perché viene promosso nel main roster. Il suo arrivo coincide con il passaggio di consegne a Triple H che di certo non vuole farsi sfuggire un pezzo da 90 come lui e lo propone per il rilancio del titolo intercontinentale. Gunther si dimostra letteralmente dominante e sta contribuendo alla crescita di questo titolo così antico, ma così svalutato negli ultimi anni. In pochi mesi l’austriaco è riuscito a ritagliarsi uno spazio di punta non da poco a SmackDown. Ed è solo l’inizio. Ha tutto per poter esplodere. Dovrà fare i conti con qualcosa che non conosce neanche lui: la sfiga che portiamo noi di WWEMania quando assegniamo questo premio. Tolta magari Asuka nel 2017 e comunque mai realmente capace di spodestare le grandi della divisione femminile WWE nel main roster, tutti i premi assegnati negli anni precedenti non hanno portato gran fortuna. Gli AOP quasi non se li ricorda nessuno; Ricochet forse solo ora sta finalmente ricevendo la riconoscenza che merita; Dominik Mysterio, idem. Damian Priest sta recitando la sua parte nel Judgement Day, ma quando gli abbiamo assegnato il premio un anno fa, prevedevamo ben altro. Auguri Gunther, smentiscici.
Avevamo varie scelte, ma abbiamo premiato Gunther per la sua continuità. Potevamo darlo ad Austin Theory. Inizio anno bomba quando è diventato prima il più giovane campione statunitense di sempre e poi il più giovane Mr Money in the Bank di sempre. Ma da qui in poi è stato vittima di una gestione “criminale” del MITB. Incassi mai riusciti e poi un incasso, peraltro fallito, su un titolo secondario (il titolo US). Sì ok, ora lo stanno ricostruendo ed è di nuovo campione US, ma la gestione del MITB l’ha penalizzato non poco. Le Damage CTRL? Sì Iyo Sky e Dakota Kai sono campionesse di coppia femminili, ma sono ancora troppo all’ombra di Bayley. Raquel Rodriguez bene, ma non è stata impattante per come ci aspettavamo. Stesso dicasi per Solo Sikoa, il più giovane membro della Bloodline: tanto potenziale, ma non ancora utilizzato al massimo dalla WWE.
Negli anni precedenti
2017 – Asuka
2018 – AOP (Akam/Rezar)
2019 – Ricochet
2020 – Dominik Mysterio
2021 – Damian Priest
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Best Come Back – Bray Wyatt ad Extreme Rules
Qui siamo stati indecisi fino all’ultimo. Per atmosfera e attesa i ritorno di Bray Wyatt e Cody Rhodes sono stati assolutamente incredibili. Se dobbiamo premiare la location e l’evento allora sceglieremmo Cody a Wrestlemania. Certo, era un segreto di Pulcinella, ma lo stadio pieno, le luci spente e quella musica che risuona sono stati qualcosa di unico. Ma chi ha seguito la WWE negli ultimi anni non può non aver amato o quantomeno apprezzato una figura strana, creativa e incredibile come Bray Wyatt. E quel ritorno ad Extreme Rules al termine di un main event che non c’entrava nulla e che sembrava aver chiuso lo show, beh, ha davvero stupito tutti. Bray si era allontanato dopo la morte dell’amico fraterno Brody Lee (Luke Harper in WWE, ndr). Era andato in depressione e soffriva le scelte di booking pessime per il suo vecchio personaggio, The Fiend. Sarebbe tornato? Avrebbe scelto la AEW? Ci avrebbe riprovato in WWE? Si è detto di tutto, ma alla fine eccolo qui. Misterioso come sempre e con questo nuovo strano individuo, Uncle Howdy, a minacciare la sua sanità mentale. E poi cosa dire di tutti i giochi di luci e oscurità che hanno preceduto il suo ritorno in scena, con lui che poi entra da una porta sullo stage, con una lanterna in mano e dice “I’m here”. Quindi sì. Ok Cody, ma scegliamo Bray. Ci sei mancato.
Menzioni d’onore: certamente Cody Rhodes a Wrestlemania, come abbiamo anticipato; ma anche Bayley a Summerslam, non da sola ma con le nuove arrivate Iyo Sky e Dakota Kai. C’è poi Ronda Rousey alla Royal Rumble: certo, non sarà stata impattante nel suo 2022, ma almeno lì nella rissa ha stupito tutti; sulla gestione del suo ritorno e sul suo personaggio, possiamo poi discutere. Lo citiamo, anche se ormai non fa più notizia, anche Brock Lesnar che, a Money in the Bank fa l’ennesimo ritorno per un ennesimo match contro Roman Reigns: fa sempre il suo effetto, ma non certo da vincere il premio.
Negli anni precedenti
2017 – The Hardy Boyz a Wrestlemania 33
2018 – Rey Mysterio alla Royal Rumble
2019 – Roman Reigns a Raw del 25/02
2020 – Edge alla Royal Rumble
2021 – John Cena a Money in the Bank
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Best moment – Sami Zayn tradisce l’amico Kevin Owens e sceglie la Bloodline
Su questo premio eravamo indecisi. Tanti momenti, ma ci mancava quello da farci saltare dalla sedia. Ce l’ha regalato l’ultimo ppv dell’anno. Sami Zayn che colpisce Kevin Owens, con cui ha condiviso tutto, tradendolo e mostrandosi fedele alla Bloodline. La costruzione è stata fantastica. Un Sami deluso e ai margini che si avvicina alla Bloodline, ottenendo il consenso del leader Roman Reigns, ma lottando anche con i continui sospetti di Jey Uso. Quando arriva il momento del WarGames e nel team che sfida la Bloodline c’è il suo vecchio amico, Owens, Sami è improvvisamente combattuto. Poi Jey lo spia quando Kevin gli consiglia di attaccare la Bloodline prima che siano loro ad attaccare lui. Sami che finge, Roman che inizia anche lui a sospettare e testa la sua lealtà nel WarGames. E poi il faccia a faccia decisivo. Quando la Bloodline è ad un passo dalla sconfitta, Sami sorprende tutti e attacca il suo amico Kevin con un colpo basso: lo finisce con la Helluva Kick davanti agli occhi del suo capo e invita Jey Uso a piazzare lo Splash sul ‘Prizefighter’, prendendosi gli abbracci e i ringraziamenti di tutti. Davvero fantastico. Come deve essere raccontata una storia. E siamo ora curiosi di vedere da qui in poi che evoluzioni ci saranno. Senza dubbio è questo il momento più bello dell’anno.
Qualche menzione d’onore. Nell’attesa di essere sorpresi dal WarGames, a lungo abbiamo pensato di premiare l’unificazione dei titoli mondiali da parte di Roman Reigns a Wrestlemania. Non tanto perché il main event sia stato indimenticabile o perché Roman avesse bisogno di consacrarsi, quanto perché in mancanza di un momento davvero top, ci sembrava giusto premiare l’importanza dell’unificazione dei due titoli di punta della compagnia. Sami però ha fatto saltare tutto. Lato donne citiamo l’incasso del Money in the Bank di Liv Morgan; per l’ennesima volta nella stessa sera della conquista, ormai una consuetudine tra le women, ma apprezzato per il percorso fatto da Liv in questi anni. Citiamo anche la vittoria della Royal Rumble di Ronda Rousey, nonostante le critiche giuste del WWE Universe perché avrebbe limitato la crescita di altre donne del roster, sfruttando il suo nome e la sua popolarità.
Negli anni precedenti
2017 – Goodbye Taker: l’addio (poi smentito, ndr) di The Undertaker dopo la sconfitta contro Roman Reigns a Wrestlemania 33
2018 – il saluto del ‘Big Dog’: Roman Reigns lascia WWE e titolo universale a causa della leucemia a Raw del 22/10
2019 – KofiMania: Kofi Kingston campione WWE a Wrestlemania 35
2020 – “I’m gonna be a mother”: l’addio di Becky Lynch
2021 – Il trionfo del ‘Tribal Chief’: Roman Reigns schiena contemporaneamente Edge e Daniel Bryan nel main event di Wrestlemania
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Categoria speciale/Surprise of the year – Logan Paul
Per quest’anno abbiamo deciso di assegnare anche qualche premio speciale, che esce dal classico novero dei premi già citati. Uno di questi lo diamo a Logan Paul. Il 2022 è stato un anno davvero sorprendente per lo youtuber. E’ approdato in WWE in occasione di Wrestlemania per fare coppia con The Miz e già lì ha fatto vedere davvero ottime doti atletiche. Tali doti sono state affinate ed elevate nella seconda apparizione, quella di Summerslam, dove è andato, invece, contro The Miz. Ma il vero capolavoro, inatteso per un non-wrestler, è stato indubbiamente quello di Crown Jewel contro nientemeno che Roman Reigns. In un match a cui non davamo mezzo centesimo, Logan ha stupito tutti con i suoi voli e le sue doti interpretative, oltre che atletiche. Un premio lo meritava
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Categoria speciale/Reinassance Award – Triple H
Un altro premio speciale, però, lo diamo all’uomo che ha saputo tirare su un ambiente stanco e senza idee: Triple H. ‘The Game’ ha preso le redini della compagnia dopo gli scandali che hanno travolto Vince McMahon, costretto a mollare. Con Triple H alla guida si è ripreso il gusto per le storie e per il lottato che c’era quando guidava NXT. Si è tornato a dare un senso a molti personaggi. Non è un caso che tantissimi che erano stati o che si erano allontanati dalla WWE sotto Vince, sono tornati. Segnale che la competenza è una cosa importante. Ha stravolto tutto: perfino alcuni eventi. Ha fatto risorgere le Survivor Series demolendo l’impianto stupido della lotta Raw contro SmackDown e inserendovi il WarGames. Ha dato profondità ai roster e reso più avvincenti le puntate degli show settimanali. E la AEW di colpo non fa più paura a nessuno. Non potevamo non premiarlo.
