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La WWE era davvero pronta per Asuka?

La WWE era davvero pronta per Asuka?

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La catchphrase è spesso identificativa di un personaggio nel mondo del wrestling. Asuka per intimidire le sue avversarie usava spesso dire “You’re not ready for Asuka”. Una catchphrase che, a dire il vero, inizialmente aveva assolutamente senso perché la nipponica era nel pieno della sua streak di invincibilità e sembrava per chiunque un ostacolo insormontabile. Concetto che si è un po’ perso quando la streak si è interrotta e lo stesso personaggio di Asuka è stato un po’ ridimensionato, ma comunque la catchphrase della ‘Empress of Tomorrow’ non è passata di moda. Ma la domanda che ci poniamo, proprio alla luce di quest’ultimo punto è se la WWE è stata davvero pronta per Asuka. E che bilancio possiamo trarre dell’esperienza della nipponica in WWE.

Come sempre, andiamo con ordine. Chi è Asuka. È una grafica professionista che però si appassiona al mondo del wrestling guardando le gesta di grandi atleti giapponesi della disciplina, come Antonio Inoki o Kenji Muto, tanto per fare qualche nome. Così, con il ringname di Kana, inizia a muoversi nella compagnia AtoZ a metà del 2004. Inizia a farsi notare e mostra grandissime doti atletiche che la portano ben presto ad essere una delle più ricercate wrestler nel mondo delle indies giapponesi. Kana si afferma soprattutto nella RJP (Reina Joshi Puroresu), dove diventa campionessa sul finire del 2014. Nel corso del 2015 perde e rivince quel titolo, che riconsegna alla fine dell’estate in vista del grande salto negli States. Infatti il 2015 è l’anno in cui Kana viene messa sotto contratto con la WWE.

Debutta nel roster di sviluppo di NXT e con un nuovo ringname: Asuka. A NXT diventa un’autentica leggenda. La giapponese, infatti, scala rapidamente le gerarchie ed inanella una vittoria dopo l’altra, instaurando su di sé un’aura di invincibilità. Nessuno sembra riuscire a batterla e ad inizio 2016 vince una battle royal per ottenere la title shot per il titolo femminile NXT, detenuto da Bayley. L’1 aprile a NXT Take Over Dallas, la ‘Empress of Tomorrow’ supera Bayley e diventa campionessa femminile NXT. Il suo regno è incredibile ed inarrestabile. In tante provano a spodestarla, nessuna ci riesce. Cadono una dopo l’altra Nia Jax, Eva Marie, Billie Kay, Peyton Royce, Nikki Cross, Ember Moon, Ruby Riott. Il suo regno diventa il più longevo di sempre tra i titoli femminili di NXT. Solo un infortunio alla clavicola la ferma e la porta a rendere vacante la cintura dopo 510 giorni da campionessa. Ma l’infortunio è anche un po’ la scusa per prendersi una piccola pausa prima dell’ulteriore grande salto: il main roster.

Infatti a settembre 2017, dopo aver letteralmente dominato a NXT, Asuka approda tra le grandi nel main roster. Quando arriva il suo status è enorme. Non solo perché si porta dietro i 510 giorni da campionessa femminile NXT, ma soprattutto perché nessuno l’ha mai battuta. Nel corso dei giorni che passano addirittura la sua undefeated streak, considerando show televisivi, PLE e live event, supera perfino la storica undefeated streak di Goldberg ai tempi della WCW. Una vittoria dopo l’altra la lanciano come favoritissima nella prima storica Royal Rumble femminile di sempre, che va in scena nel 2018. Qui Asuka, come da pronostico, vince e vola a Wrestlemania 34, dove la sua scelta ricade sul titolo femminile di SmackDown (oggi titolo mondiale femminile), detenuto dalla superstar con lo status più alto di tutte: Charlotte Flair. A Wrestlemania 34 la sfida tra la ‘Queen’ e la ‘Empress of Tomorrow’ è una delle pochissime note liete di una Wrestlemania scialba, ma Asuka non riesce a vincere. La giapponese cede alla Figure Eight di Charlotte, che rimane campionessa e mette fine alla streak di Asuka. In un certo senso il momento più alto di Asuka in WWE finisce qui. Ma, paradossalmente, pur non toccando più le vette di popolarità di NXT e del primissimo periodo nel main roster, sarà proprio negli anni seguenti che Asuka collezionerà tanti titoli.

Infatti a TLC 2018, ultimo evento dell’anno, conquista proprio quel titolo femminile di SmackDown approfittando della faida tra Becky Lynch, Charlotte Flair e Ronda Rousey. Infatti Ronda interferisce nel ladder match, facendo crollare dalla scala Becky (allora campionessa) e Charlotte, favorendo la vittoria di Asuka. Ma questa stessa faida sarà anche la causa della perdita del titolo proprio nella Road to Wrestlemania. Infatti Ronda, Becky e Charlotte proseguono e consolidano la loro faida in vista del primo storico main event al femminile di Wrestlemania 35 e nel corso di questo feud Charlotte strappa il titolo alla nipponica. Il 2019 vede Asuka ricostruire un po’ il suo personaggio, creando un interessante tag team con la connazionale Kairi Sane. Nascono le Kabuki Warriors, che nel corso dell’anno vincono anche i titoli di coppia femminili, che perderanno solo a Wrestlemania 36 dopo un regno ancora oggi record di 171 giorni.

Il 2020 però regala un’altra grande soddisfazione. Asuka vince un’edizione bizzarra del Money in the Bank, ma stavolta nella valigetta non c’è semplicemente la speciale title shot, ma c’è addirittura il titolo femminile di Raw (oggi titolo femminile WWE). Infatti l’allora campionessa Becky Lynch annuncia di essere incinta e rivela che nella valigetta del MITB c’è proprio il titolo, che viene assegnato, dunque ad Asuka. Da campionessa, insieme a Kairi Sane, intraprende una faida con Bayley e Sasha Banks nell’ambito della quale perde e rivince il titolo proprio contro Sasha. Asuka riesce tra alti e bassi nella scrittura del suo personaggio ad arrivare a Wrestlemania 37 da campionessa femminile di Raw, dove però perde il titolo contro una ancora acerba, ma già valida, Rhea Ripley.

Da questo momento inizia una fase di ridimensionamento, in cui Asuka riesce comunque a farsi notare conquistando i titoli di coppia femminili con nuove partner: Charlotte Flair prima e Alexa Bliss poi. Nel 2021 riesce comunque a ritagliarsi uno spazio per un match titolato per il titolo femminile di Raw a Wrestlemania 39 contro Bianca Belair, dove però perde. Il suo personaggio alterna spesso in questi anni tra fasi puramente heel e fasi ai limiti del comedy. Una svolta importante si ha nel 2022, quando sul finire dell’anno, si unisce insieme alla storica partner, Kairi Sane, al gruppo delle Damage CTRL. È una sorta di rinascita perché il baricentro delle Damage CTRL, stable fondata da Bayley, si sposta sempre più dalla ‘Role Model’ verso la combriccola giapponese, di cui fanno parte Asuka, Kairi Sane e Iyo Sky (all’epoca campionessa femminile WWE). Asuka e Kairi diventeranno ancora campionesse di coppia femminili, ma alcuni infortuni e la sostanziale fine della faida tra le Damage CTRL e Bayley, portano alla fine di questa storyline. Asuka riesce comunque in un ultimo acuto a metà 2023 quando a Night of Champions supera Bianca Belair e conquista addirittura il titolo femminile WWE, con un regno che durerà qualche mese.

E poi arriviamo ai giorni nostri, dove Asuka ha conquistato ancora qualche titolo di coppia femminile con la fedele Kairi Sane, ma ormai pur confermando le sue grandi abilità, non è mai più riuscita a rientrare seriamente nel giro titolato che conta.

Che bilancio traiamo. I titoli parlano per lei. Quattro titoli femminili: uno mondiale (quello un tempo di SmackDown) e tre WWE (quello un tempo di Raw). Cinque se aggiungiamo anche quello femminile di NXT, con tanto di record. Una undefeated streak. Prima storica vincitrice della Royal Rumble femminile. Un Money in the Bank. Cinque titoli di coppia femminili, record assoluto ad oggi. Insomma, anche se negli anni magari altre atlete le abbiamo notate di più, Asuka, guardando le statistiche, ha indubbiamente lasciato un segno indelebile. Il vero tema è un altro. La WWE l’ha davvero sfruttata in tutto il suo potenziale? E se no per quale motivo?

La WWE certamente ha riconosciuto il valore della nipponica con vari titoli e riconoscimenti. Quello che è mancato però è darle lo status di vera portabandiera della divisione femminile. Una divisione femminile che è stata retta prima dalle Four Horsewomen: Charlotte Flair, Sasha Banks, Bayley e soprattutto Becky Lynch. Poi è stato il tempo di Bianca Belair. Oggi la compagnia si regge su Rhea Ripley e Liv Morgan e, in parte, su Iyo Sky. Asuka ha vinto tanto, valeva tanto, ma in qualche modo è passata sempre in secondo piano. Regni da campionessa mondiale sempre di transizione. Il motivo è principalmente legato a due fattori: il booking e le sue doti nei promo. Non è mai stata eccezionale nei promo, anche a causa di un inglese non perfetto. Spesso si è ridotto tutto ad alcune frasi gridate in giapponese, che di fatto hanno finito per limitarla. Certo, le storie su di lei potevano essere più interessanti (e qui ci sono i limiti del booking), ma non è da escludere che i creativi non si siano impegnati molto sapendo che per via dei sopracitati limiti, probabilmente con Asuka non si sarebbe fatto mai nulla di davvero clamoroso. Finché era a NXT è stato anche facile valorizzarla e renderla imbattibile e credibile. Ma nel main roster, dove aumentano gli ascolti e si gioca con i big, serve qualcosa di più. Asuka aveva tutto a livello tecnico, ma forse le è mancata sempre qualcosa a livello interpretativo. In ogni caso ha saputo fare di necessità virtù, caratterizzandosi con le sue urla, il suo green mist da sputare sulle avversarie, la sua versatilità che la portava ad essere oggi heel cattivissima e domani face ai limiti del comedy. Sotto traccia, mentre emergevano le star che portavano la bandiera del roster femminile, la ‘Empress of Tomorrow’ ha fatto il suo e si è fatta notare. Per questo la ricorderemo e per questo ci mancherà. Grazie imperatrice. Grazie Asuka!

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