Passiamo adesso alla top 10 delle migliori superstar della divisione maschile di questo 2025. Per la prima volta teniamo fuori Roman Reigns. Certamente impattante quando c’è, ma le sue presenze fin troppo esigue (Road to Wrestlemania e parte finale dell’anno, ndr) è troppo poco per inserirlo in questa classifica. Menzioni d’onore per altri atleti non citati: Solo Sikoa, Jacob Fatu, Bronson Reed, Logan Paul.
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n. 10 – Bron Breakker
Inizialmente avevamo pensato di mettere insieme alla pari sia lui che Bronson Reed, ma alla fine abbiamo optato per scegliere solo ‘Badass Bron’. La differenza l’ha fatta senza dubbio l’ultima fase del suo anno. Dopo aver perso il titolo intercontinentale a Wrestlemania, dopo una run più che autorevole, Breakker ha passato l’intero 2025 fianco a fianco con Bronson Reed come scagnozzo di Seth Rollins nel Vision. Ma è stato chiaro fin dall’inizio che prima o poi sarebbe stato lui a voltare le spalle al capo. Così è accaduto. Il finale di anno è stato quello che ha segnato la sterzata per lui. Prima il voltafaccia a Seth Rollins, poi la vittoria nel war games e la sfida lanciata a CM Punk per il titolo nel Raw che aprirà il 2026. Segnali inequivocabili che il prossimo anno potrebbe essere quello della grande svolta per lui
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n. 9 – LA Knight
Il pubblico, a distanza di diverso tempo da quando è andato over, è ancora con lui. La compagnia, però, continua a non premiarlo per come dovrebbe esserlo. Lo tiene in alto, ma poi in qualche modo LA Knight finisce sempre per jobbare a qualcuno. Ma la ‘Megastar’ ha condotto un anno molto buono. Nessun titolo, ma una presenza scenica sempre interessante. Lui in questo business ci sta dentro alla grande e sa che può dire ancora la sua
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n. 8 – Drew McIntyre
Non vince mai nulla, ma in qualche modo è sempre protagonista. Il 2025 di Drew McIntyre è partito con le solite grandi ambizioni, ma ben presto già nella Royal Rumble e nell’Elimination Chamber la strada per lui era sbarrata. Si è scelto così di utilizzare questi due eventi per costruire la rivalità con Damian Priest. Chiaramente un ripiego, ma che con professionalità Drew ha saputo elevare tirando fuori anche un piacevolissimo street fight match a Wrestlemania. Poi, dopo un anno di alti e bassi, è tornato alla carica su Cody Rhodes alzando il livello di una faida che sta chiudendo l’anno in modo interessante e che potrebbe dirci qualcosa di altrettanto interessante in futuro. La concorrenza è tanta da anni, ma è da anni che lo scozzese sta lavorando bene e meriterebbe un riconoscimento. Magari anche solo per un regno di transizione, ma quel titolo se lo sta guadagnando
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n. 7 – Jey Uso
Diciamolo chiaramente: è la vera delusione del 2025. Certamente in top 10 ci va per risultati ottenuti, ma ‘Main Event’ Jey non ci è piaciuto. In qualche modo la sua carriera in singolo nel 2024 ha preso un’impennata. Ma il 2025 è iniziato con un risultato inatteso. Per quanto fosse in ascesa, nessuno, soprattutto con lo star power di quella rissa, avrebbe mai pronosticato la sua vittoria della Royal Rumble. Ma è arrivata. Eppure il suo push è stato gestito malissimo dal booking e da lui. Dal booking perché subito gli hanno fatto scegliere Gunther e il titolo mondiale come obiettivo per Wrestlemania, senza scrivere una storia degna ed avvincente, col risultato che per mesi abbiamo visto promo e segmenti noiosissimi tra i due. Da Jey però ci aspettava di più: una maggiore presa nei promo, a parte i soliti ‘Yeet’ tanto trascinanti dal vivo quanto noiosi visti in tv; per non dire del lottato, dove a parte Superkick, Spear e Uso Splash non sembra avere un gran repertorio. La sua run da campione mondiale è stata abbastanza piatta, conclusa con una più o meno rapida riconquista del titolo da parte di Gunther. Ha poi proseguito nel suo percorso senza particolari risultati. Così oggi lo ritroviamo al fianco del fratello Jimmy e col grande dubbio: turnerà heel e ricostruirà bene il suo percorso in singolo? Oppure sarà nuovamente relegato alla categoria tag team, sancendo il fallimento del suo push solitario?
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n. 6 – Sami Zayn
Eterno incompiuto! Sami Zayn è senza dubbio ammirabile per impegno ed intensità. Inizia l’anno con la faida con l’amico/nemico Kevin Owens, con cui non collabora per come Kevin avrebbe voluto alla Royal Rumble, dove entrambi non ottengono ciò che vogliono: Kevin non diventa campione WWE, Sami non vince la rissa reale. Alla Chamber si affrontano e tirano fuori un incontro gigantesco e durissimo. Purtroppo salta Wrestlemania, ma quando rientra inizia un’interessante costruzione dove sia CM Punk che Seth Rollins non disdegnano di ricordargli che non sarà mai un campione mondiale. Cosa che magari lascia pensare ad una costruzione a lungo termine per arrivare ad uno dei due titoli principali. Staremo a vedere. Intanto, un po’ random viene spostato a SmackDown e dirottato sulla scena per il titolo statunitense. Qui vive il suo momento migliore. Diventa campione, detiene il titolo e lo fa molto bene con le open challenge dove tira fuori nove volte su dieci incontri veramente ottimi ed equilibrati. Una volta perso il titolo per mano di Solo Sikoa, ha perso nuovamente spinta il suo push. Cosa meriterebbe? Una costruzione come si deve per arrivare a trionfare e vincere un titolo mondiale. Cosa dobbiamo aspettarci? Non ne abbiamo idea. La concorrenza è tanta e Sami forse non è la prima scelta, ma almeno restare nel giro che conta per un titolo di seconda fascia, quello sì, è plausibile
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n. 5 – Dominik Mysterio
Signori, che salto di qualità che ha fatto Dominik! Aveva già mostrato, col suo ruolo nel Judgement Day e la sua partnership prima con Rhea Ripley e poi con Liv Morgan, quanto fosse capace e credibile come heel. Quest’anno ha alzato il tiro proseguendo nella costruzione del suo personaggio viscido ed opportunista. Ma funziona. E funziona a tal punto che a Wrestlemania, quando è diventato campione intercontinentale, il pubblico gli ha riservato un’inattesa ma meritatissima ovazione. Da campione intercontinentale è stato credibilissimo e ha arricchito il suo palmares con presenze assidue anche nella AAA messicana, acquisita dalla RKO, diventandone anche megacampione. Nel finale di anno ha avuto anche l’onore di un breve feud con John Cena, che l’ha ulteriormente elevato. Nel match di Raw in cui ha perso il titolo intercontinentale dopo mesi, Dom è stato elevato non nel risultato ma nella prestazione. Nella rivincita, sufficiente e poco più, di Survivor Series War Games, al contrario, non l’ha elevato la prestazione, ma il risultato, perché ha inflitto il ko a Cena, riprendendosi il titolo e mettendo fine all’ultima run titolata di un gigante come John
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n. 4 – Gunther
Vero, non è stato un anno del tutto pieno di luci per il ‘Ring General’. Il suo regno da campione mondiale, lo dicevamo anche un anno fa, non è stato al pari di quello da campione intercontinentale. Un po’ per demerito suo, un po’ per scelte di booking, non è stato messo, sebbene campione, al centro delle storie di Raw, oscurato da mostri sacri come Seth Rollins e CM Punk (e nella Road to Wrestlemania anche da Roman Reigns, ndr). Questo ha offuscato perfino la faida con Jey Uso in vista di Wrestlemania. Faida che si è trascinata male ed è finita peggio, con un incontro dimenticabile e perso con ben poca logica. Gunther, costruito come atleta indistruttibile, che cede come un pivello alla sottomissione di un Jey Uso qualsiasi? La compagnia è tornata saggiamente sui suoi passi facendogli accumulare qualche vittoria importante, come quella nel match di ritiro di Goldberg, facendogli prendere la rivincita poco prima di Summerslam per tornare campione, ma solo per un regno transitorio, terminato comunque nel main event del ‘Biggest Party of Summer’ nel bellissimo incontro con CM Punk, questo sì perso ma con una logica, dopo un grandioso match dove entrambi si sono sfiancati. Poi un’altra pausa, fino ad arrivare al torneo per decretare l’ultimo avversario di John Cena. Torneo dove fin da subito si è capito che avrebbe vinto l’austriaco, che tutto sommato giustamente ha avuto l’onore di chiudere la carriera del ‘GOAT’, battendolo. Un bel segnale che testimonia come per il prossimo anno si potrà ancora puntare su di lui
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n. 3 – CM Punk
Se il 2024 con il suo feud con Drew McIntyre è stato l’anno che l’ha riabilitato nel giro dei grandi in WWE, il 2025 per CM Punk è stato l’anno in cui ufficialmente è tornato una delle star di punta della compagnia. Certo, non siamo più nel 2011 quando il suo fenomeno è esploso. Oggi ci sono altre star al centro dell’attenzione, ma il ‘Best in the World’ ha raggiunto ogni vetta. Vince contro Seth Rollins nel primo main event di sempre di Raw su Netflix. Ottiene finalmente il tanto atteso main event di Wrestlemania dove, pur perdendo, disputa un grandissimo triple treath contro Seth Rollins e Roman Reigns nella prima serata dello ‘Showcase of Immortals’. Intraprende un’ultima faida ed un ultimo match, molto bello, contro John Cena a Night of Champions. Riesce finalmente a riconquistare il titolo mondiale: prima battendo Gunther a Summerslam in un grandioso incontro, anche se subisce subito l’incasso del MITB da Seth Rollins; poi rinconquistandolo definitivamente verso la fine dell’anno contro Jey Uso quando Rollins ha dovuto rendere vacante il titolo per infortunio. Il 2026 si aprirà con lui al vertice del roster di Raw, da campione. Chiaro che i tempi son cambiati e non è su di lui per un regno lungo che la WWE sta puntando, ma un riconoscimento per l’impegno e per la nuova giovinezza che sta vivendo nella compagnia, questo sì
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n. 2 – Cody Rhodes
Non è stato l’anno dominante come il 2024, ma Cody Rhodes, in modo diverso è stato ancora tra i protagonisti. Il 2025 dell’ ‘American Nightmare’ è iniziato come era finito l’anno precedente. Da campione e con una super difesa titolata contro Kevin Owens in un bellissimo ladder match alla Royal Rumble. Sembrava potesse proseguire all’insegna di una grandissima faida con John Cena nella Road to Wrestlemania, ma la gestione del turn heel del ‘GOAT’ ha rovinato tutto. Eppure anche quelle indecisioni alle lusinghe di The Rock, che voleva la sua anima, erano un bel modo di diversificare il suo personaggio. La sconfitta di Wrestlemania non ha scalfito il suo status. Infatti ha ripreso la rincorsa al titolo WWE schienando Cena a Money in the Bank in un match di coppia, ha vinto il King of the Ring ed è stato protagonista di un incontro grandioso contro ancora Cena a Summerslam, dove è tornato campione al termine di uno street fight match che ha vendicato il pessimo incontro visto a Wrestlemania. Ma di Cody è piaciuto anche il finale di anno. Non tanto per i match, non brutti, certo, ma non memorabili, a parte quello contro Seth Rollins a Crown Jewel. Ma di Cody ha colpito molto un atteggiamento che da Summerslam in poi è sembrato sempre meno da banale babyface “fessacchiotto”. Un atteggiamento che strizza l’occhio ad un appeal da heel. E chissà che questo possa essere il prossimo passo nell’anno che verrà. In fin dei conti, anche se ancora acclamatissimo e volto di questa compagnia, Cody da face dà forse l’impressione di aver detto abbastanza, se non forse tutto
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MAN OF THE YEAR – Seth Rollins
Solo l’infortunio improvviso ha posto fine ad un anno clamoroso del ‘Visionary’. Iniziato con la faida con CM Punk e l’ossessione di tirarlo fuori dal main event di Wrestlemania, prima ancora che entrarci lui, è proseguito col grande colpo di scena di Wrestlemania. Al termine di un epico triple treath nel main event della prima serata contro CM Punk e Roman Reigns, l’ex ‘Architect’ dello Shield ha sancito la sua strana e sorprendente alleanza con Paul Heyman. Un’alleanza che ha portato alla creazione della stable principale di questo 2025: il Vision. Certo, le speranze erano molte. Qualcuno aveva scomodato l’Evolution per i paragoni. Ed effettivamente l’andazzo sembrava essere quello, con Rollins sempre più nei panni di quello che nella Evolution era Triple H. Ancor di più quando ha conquistato il titolo mondiale, che ha reso la sua leadership indiscutibile. E che conquista poi: il finto infortunio e l’incasso del Money in the Bank proprio su CM Punk che era appena diventato campione. Che prima o poi sarebbe stato tradito e qualcosa sarebbe andato storto era nell’aria. Ma i piani probabilmente lo prevedevano più in la nel tempo. In effetti quando Seth ha sconfitto anche Cody Rhodes nella sfida tra campioni a Crown Jewel, quella vittoria doveva servire a mettere il punto esclamativo sul suo dominio come leader della stable e come leader del roster di Raw, in attesa almeno della sfida risolutiva contro la sua nemesi: CM Punk. Ma l’infortunio inatteso ha portato al repentino cambio di programma, con il voltafaccia di Heyman e dei suoi scagnozzi. Un brusco stop che non cancella affatto il 2025 incredibile di Seth, atleta capace continuamente di reinventarsi. Anno dopo anno, sfumatura dopo sfumatura, personaggio dopo personaggio, si conferma sempre essere una certezza. E vogliamo parlare della qualità dei suoi match? Sempre altissima. Una superstar incredibile che speriamo di rivedere prestissimo sul ring
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Anni precedenti
2017 – Roman Reigns
2018 – AJ Styles
2019 – ‘The Fiend’ Bray Wyatt
2020 – Drew McIntyre
2021 – Roman Reigns [2]
2022 – Roman Reigns [3]
2023 – Seth Rollins
2024 – Cody Rhodes