Tra occasioni sprecate e rivoluzioni del personaggio, tra giravolte clamorose e ultimi scontri contro rivali storici, tra pro e contro, tra match oltre le aspettative e incontri che per esito o riuscita hanno fatto storcere il naso, si è concluso il ‘Farewell Tour’ di John Cena
Il ‘GOAT’ ha ufficialmente detto “basta”, salutando e congedandosi dal suo pubblico e dalla WWE con un anno da protagonista. L’ultimo della sua incredibile carriera. Non era più al centro delle storyline dal 2015 ed era ormai latitante per via degli impegni cinematografici dal 2017. Di fatto Cena, salvo rare e occasionali apparizioni, era già un ex wrestler. Ma un vero ritiro non c’era ancora mai stato e così, anticipato con un promo a sorpresa a Money in the Bank 2024, ci siamo approcciati a questo 2025 sapendo che il ‘Cenation Leader’ sarebbe tornato per un ultimo anno ai vecchi tempi. Andiamo allora a ripercorrere questo tour di addio, analizzando gioie e dolori passaggio per passaggio
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Tutto ha inizio con un promo nel primo Raw su Netflix del 6 gennaio. Qui il ‘GOAT’ annuncia che sarà l’anno delle ultime volte e che vorrà dare tutto. Sa di non essere quello dei tempi d’oro, ma sa che non mollerà un centimetro e darà il massimo. A cominciare dalla Royal Rumble, alla quale parteciperà per vincere e ottenere la title shot per uno dei due titoli principali e andare a Wrestlemania a conquistare il suo diciassettesimo titolo mondiale, battendo ogni record. Così lo vediamo all’opera proprio nella rissa reale, dove entra col numero 25. Lui che la rissa l’ha vinta due volte in carriera, andando vicino a vincerla in qualche altra circostanza, riesce ad arrivare fino in fondo. Approfittando del fatto che tre favoriti come CM Punk, Seth Rollins e Roman Reigns si fanno fuori a vicenda, John inizia a crederci davvero quando sul ring rimangono solo lui Logan Paul e Jey Uso. Cena elimina Logan e duella con Jey Uso. Ma a sorpresa è il samoano a spuntarla, con una spintarella sull’apron, che fa cadere giù John. Cena è incredulo ed entra di prepotenza nel ring, sembra per aggredire Jey, ma alla fine si congratula con lui. La sua ultima Rumble per pochissimo non è stata vincente, ma Cena già nella conferenza stampa post-evento fa un nuovo annuncio. Sa che la compagnia glielo deve per quanto ha dato in questi anni. Così si auto-iscrive, senza alcuna opposizione, all’Elimination Chamber match. Ci entra di diritto, mentre gli altri cinque dovranno guadagnarsi il posto in match di qualificazione.

E arriviamo, dunque, proprio ad Elimination Chamber. Una chamber ricca di starpower. Non solo Cena, ma anche CM Punk, Seth Rollins, Drew McIntyre, Damian Priest e Logan Paul. In palio una title shot a Wrestlemania 41 per sfidare Cody Rhodes per il titolo WWE (visto che Jey Uso, vincitore della Rumble, ha deciso di puntare al titolo mondiale di Gunther, ndr). Straordinario è il finale quando rimangono i tre top: Cena, Rollins e Punk. Seth è quello che esce di scena dopo un’azione combinata tra John e il ‘Best in the World’, con questi ultimi due che tornano a duellare come ai tempi d’oro della loro rivalità del 2011. Ma Rollins è ancora in agguato e piazza uno Stomp su Punk, che lo stordisce. Cena, contrariamente alla sua etica, approfitta dell’assist e va a chiudere con la sua STF andando a vincere il suo ultimo Elimination Chamber della carriera e volando a Wrestlemania 41 per sfidare il campione WWE, Cody Rhodes. Ma la serata deve ancora regalare il suo punto forte. Infatti il perno è riservato al faccia a faccia tra Cody Rhodes e il ‘Final Boss’, The Rock. Quest’ultimo ha chiesto all’ ‘American Nightmare’ di diventare il “suo” campione, permettendogli ogni privilegio in cambio di vendergli la sua anima. Cody sale sul ring per attendere The Rock e per stringere la mano a Cena, suo prossimo avversario a Wrestlemania. Cody è sembrato molto incerto nelle settimane precedenti e quando arriva The Rock, accompagnato dall’improbabile Travis Scott, il turn heel di Rhodes sembra dietro l’angolo. Ed invece ecco la sorpresa. Cody manda a quel paese The Rock e va ad abbracciarsi con John Cena, simbolo di lealtà ed onestà. Ma a questo punto The Rock fa un cenno a John Cena, che esegue l’ordine e colpisce Cody con un calcio nelle parti basse. Il mondo è incredulo. John Cena turna heel. Nell’anno del suo addio, alla fine della sua carriera, John volta le spalle a tutti ed abbraccia il potere. Il pestaggio di Cody Rhodes chiude la puntata ed apre le porte ad uno scenario clamoroso.

In realtà tutto resta confinato al “potenziale”. Il turn heel di John Cena è epico, forse superiore a quello di Stone Cold Steve Austin di Wrestlemania XSeven, ma certamente paragonabile per impatto a quello ben più shockante di Hulk Hogan a Bash at the Beach 1996, quando ebbe inizio il NWO. Ma di settimana in settimana tutto sembra un po’ affievolirsi. Cena con dei promo un po’ forzati prova a spiegarci la sua relazione complicata con i fan. Effettivamente ha senso: quando al suo top della carriera è stato l’uomo di punta della compagnia, i fan più adulti, a cui proprio non andava giù la formula del ‘Supercena’ che vinceva in poche mosse dopo aver subito per tutto il match, l’hanno rigettato; per anni nelle arene, almeno finché finalmente non ne è stata riconosciuta l’importanza, abbiamo ascoltato cori a favore e cori contro John che si alternavano, pur essendo lui la stella assoluta della WWE. Cena nei suoi promo post Chamber parla male dei fan e di come abbia deciso di ribellarsi a loro e di “rovinare il wrestling”. Ha un chiaro obiettivo: battere Cody Rhodes, vincere il suo diciassettesimo titolo mondiale e conservarlo fino alla fine del suo tour, andandosene via dalla WWE con il titolo e costringendo la compagnia a ricominciare da zero perché lui è e sarà l’unico ‘Last Real Champion’. Cody Rhodes prova a fare resistenza, ma la reazione dei fan non è quella che ci si aspetta. Rhodes è tifato sì, ma i fischi per Cena sono minori di ciò che si aspetta. Ci vorrebbe quella figura che dia il carburante a questo turn heel. Figura che non può che essere The Rock, che ha dato inizio al tutto. Ma del ‘Final Boss’ non si vedrà traccia praticamente mai. Non solo non appare durante le settimane che precedono Wrestlemania 41, ma non lo si vede neanche nel match tra John e Cody che va in scena nel main event della seconda serata. Un incontro brutto, lento, apatico, a mani bassissime tra i main event più brutti e deludenti di sempre nella storia dello ‘Showcase of Immortals’,. A rovinare il tutto l’interferenza di Travis Scott, fin troppo lenta e poco credibile, che favorisce in qualche modo la vittoria sporca di Cena. L’obiettivo è raggiunto. Record assoluto: diciassettesimo titolo mondiale per il ‘GOAT’ nella sua ultima Wrestlemania. Ma l’impressione è che a tutto questo sia mancato qualcosa. Non resta che raddrizzare il tiro con il regno da heel, ma la Road to Wrestlemania, iniziata col botto, si è rivelata un flop.

Inizia così il regno numero 17 di John Cena da campione WWE. Il ‘Last Real Champion’ dà inizio ad un inquietante countdown, ricordando ai fan di come diminuiranno sempre di più le date delle sue apparizioni e mentre diminuiranno lui sarà campione, fino all’addio, quando se ne andrà col titolo e costringerà la compagnia a ricominciare da capo, avendo perso ogni riferimento. Ma in questo suo intento inizia a trovare l’ostacolo di alcuni suoi rivali storici. Il primo a farsi avanti è il suo rivale per eccellenza: Randy Orton. In un insolito scenario dove è Orton e non Cena il buono, viene sancita la sfida titolata per Backlash. Qui, sebbene non siamo dinanzi ad un capolavoro, i due esperti atleti ripercorrono e citano vari loro incontri passati. Ne viene fuori un match “minestrone”, che però si lascia guardare e in fin dei conti ottiene un riscontro positivo. Certo, Cena vince col finale sporco, nel rispetto del suo nuovo personaggio, ma sia lui che Orton ben figurano. E non era scontato visto che negli innumerevoli match tra i due andati in scena nella loro lunga carriera, non sempre (sarebbe forse meglio dire quasi mai, ndr) è stato spettacolo. Ad ogni modo qui iniziamo a vedere quanto il turn heel sia stato un flop. Un grande incendio, subito sedato. Già smorzato dall’assenza di The Rock nella Road to Wrestlemania, il Cena cattivo funziona sempre meno. I fan ne riconoscono l’importanza e match come quello contro Orton portano il pubblico se non a tifare quantomeno a non fischiare a dovere John.

Ma la WWE va avanti per la sua strada, dando inizio ad un nuovo passaggio. R-Truth, stravagante personaggio col “pallino” di essere fan sfegatato di John Cena, dopo esser stato zittito e aggredito nella conferenza stampa post-Backlash, decide di intraprendere la sua personale “crociata” per riportare John alla ragione e farlo tornare dalla parte del bene. I due si affrontano in un match al Saturday Night’s Main Event del 24 maggio, vinto comunque da Cena col solito spartito. Anche perché il ‘GOAT’ è impegnato nel riprendere la sua rivalità con Cody Rhodes. Nell’ambito di questa rivalità, però, si inseriscono anche Jey Uso, campione mondiale, e Logan Paul. Cody e Jey fanno squadra mentre Cena e Logan si uniscono per sconfiggerli a Money in the Bank. Qui si iniziano ad intravedere segnali di un cambio di rotta. Che il turn heel non funzioni ormai non è più un segreto e si inizia a costruire il turn face di Cena, che durante questo incontro ha qualche momento di tensione col suo partner Logan Paul. Nel frattempo la sfida viene vinta dai face e, come da copione, Cody Rhodes ottiene il pin decisivo proprio su Cena, lasciando intravedere una futura rivincita tra i due. Ma intanto per il ‘Last Real Champion’ c’è un nuovo capitolo da aprire

Siamo infatti sulla strada che ci porta verso Night of Champions. Cody Rhodes dovrà guadagnarsi la sua title shot e infatti avanza nel King of the Ring, dove sfiderà il suo mentore Randy Orton nella finale che andrà in scena proprio a Night of Champions. Ma per John Cena si fa avanti un nuovo, o per meglio dire vecchio, avversario. Ecco CM Punk. Il loro feud è forse il meglio riuscito di tutto il ‘Farewell Tour’ di Cena. Punk mette da parte, anche se non totalmente, i suoi problemi con Seth Rollins e si concentra sul ‘GOAT’ puntando al titolo WWE. Cena lo provoca, prima obbligandolo a rimangiarsi sue vecchie dichiarazioni sul non voler combattere in Arabia Saudita, visto che Night of Champions andrà in scena proprio lì. Poi il punto più alto è la Pipe Bomb al contrario. Come fece CM Punk nel 2011 davanti ad un Cena distrutto dopo esser stato schiantato su un tavolo, così fa John stavolta mentre il ‘Second City Saint’ è tramortito anche lui su un tavolo. E poi c’è la grande sfida di Night of Champions. Non si toccano i livelli di Money in the Bank 2011 o di Night of Champions 2012, ma John Cena e CM Punk tirano fuori una contesa intensa, bella, spettacolare, con tante citazioni ai loro match passati. C’è spazio anche per l’overbooking con il tentativo fallito di Seth Rollins di incassare il MITB. Cena dà qualche altro accenno di un turn face, salvo poi tornare ancora sui suoi passi. Incontro molto bello, che alla fine viene ancora vinto da John, che supera anche l’ostacolo dell’ultimo match della carriera contro il ‘Best in the World’. Ed intanto, qualche ora prima, Cody Rhodes ha vinto il King of the Ring. Ora è ufficiale: a Summerslam ci sarà la rivincita!

Ma la strada verso Summerslam porta con sé delle novità. Cody Rhodes sembra più determinato che mai a riprendersi ciò che ha perso a Wrestlemania, ma vuole farlo contro il miglior Cena possibile. I promo di Cody sono decisi, rivolti a John affinché torni ad essere quello di sempre e non la versione squallida attuale. Un messaggio da buono, ma pronunciato con toni e determinazione quasi da heel. Anche il modo in cui Rhodes ha vinto il King of the Ring, approfittando di un’esitazione di Randy Orton, da vero heel opportunista, lascia qualche dubbio. Nel faccia a faccia finale tra Rhodes e Cena, vediamo quest’ultimo vuotare il sacco. Sebbene intenzionato a lasciare la compagnia da campione, ritratta sul suo “rovinare il wrestling”. Lui ama questa disciplina e ama questa gente e si ribella a chi gli ha promesso chissà cosa per poi abbandonarlo mentre giocava ad essere qualcuno o qualcosa che non è. John Cena riabbraccia i fan, mentre Cody rimane in rigoroso silenzio, concentrato sull’obiettivo del titolo. Per Summerslam si pensa ad un turn heel di Cody e la tavola sembra già apparecchiata visto che effettivamente il pubblico si schiera per Cena per la maggioranza. Ma niente di tutto ciò. Incontro duro, selvaggio, tutt’altra pasta rispetto allo scempio di Wrestlemania. Uno street fight match che rende onore al momento dell’ ‘American Nightmare’ e alla carriera del ‘Last Real Champion’. Spettacolo ed intensità e alla fine Cody che vince, si riprende il titolo WWE e si abbraccia con Cena. Ma non manca il colpo di scena. A match finito, con Cody nel backstage e John che si sta ancora prendendo l’ovazione dei fan, fa il suo ritorno clamoroso Brock Lesnar. Eccolo qui. Un altro avversario storico con cui condividere un pezzo di questo tour di addio. ‘The Beast’, lontano dagli schermi per vari motivi extra-ring, torna a sorpresa e lo fa a modo suo, attaccando il ‘GOAT’.

In attesa che Brock Lesnar si rifaccia avanti, John si ritrova a sfidare due avversari per lui inediti. Prima entra in faida con Logan Paul, con cui già c’era stato qualche attrito mesi prima. Lo youtuber attacca Cena dandogli del debole e del bollito. Cena risponde dandogli appuntamento a Clash in Paris. Il loro match è assolutamente bello. Cena dimostra un background tecnico che raramente ha mostrato in carriera e Logan è la solita certezza sul quadrato. Gran bel match con Cena che riscatta Summerslam e torna alla vittoria.

Qualche settimana dopo, precisamente nell’episodio di SmackDown del 5 settembre, arriva il momento dell’ultima apparizione del bostoniano nello show blu. Infatti delle date rimaste ci sono ancora qualche PLE, qualche episodio di Raw, un Saturday Night’s Main Event ed il match di addio di dicembre. Ma di SmackDown, show dove è nata nel 2002 la leggenda di Cena, non c’è più traccia. Qui intanto Sami Zayn è diventato campione statunitense e davanti a John Cena annuncia di volerlo imitare aprendo le sue open challenge, come fatto proprio dal bostoniano nella sua ultima run da campione statunitense nel 2015. Cena accetta, ma gli viene anche proposto di essere il primo a sfidare Zayn in quello che è il suo ultimo SmackDown. Match incredibile. Tra i più belli di questo ‘Farewell Tour’. Occasioni per vincerlo da una parte e dall’altra. Esito in bilico, poi però tutto viene rovinato. Con l’arbitro ko arriva Brock Lesnar, ancora lui, che prima attacca Sami Zayn tanto per sbarazzarsi di un intralcio, poi torna all’attacco su Cena, piazzando ancora delle F5. La sfida bellissima tra Cena e Zayn viene rovinata chiudendosi con un anonimo no contest. Ma ormai i tempi sono maturi per un nuovo ed ultimo scontro tra John Cena e Brock Lesnar.

Lo scontro tra John Cena e Brock Lesnar arriva e va in scena a Wrestlepalooza. La faida non è raccontata benissimo. I due interagiscono a distanza. Poche apparizioni per Cena e poche anche per Brock. Quest’ultimo si limita a qualche attacco qua e là a gente del roster e a trovare una nuova intesa con lo storico manager Paul Heyman, che lo accompagnerà a bordo ring nel match contro il ‘GOAT’. Cena si limita a qualche promo in cui assicura che pur avendo paura di fallire, combatterà, come ha sempre fatto. Il match è una brutta copia di Summerslam 2014. Quello che non ci saremmo mai aspettati di vedere nel tour di addio del ‘Last Real Champion’. John Cena viene massacrato e subisce uno squash senza appello. Demolito da Brock Lesnar. Per il personaggio di ‘The Beast’ ci sta. Un po’ meno se consideriamo che Cena uno squash da Lesnar l’aveva già subito in carriera e non c’era bisogno di ripetersi e soprattutto se pensiamo che questo è il tour di addio di John. Va bene qualche sconfitta, sensata, durante il percorso, ma uno squash è forse un po’ fuori luogo.

Tra mille perplessità si arriva ad un altro “ultimo scontro”, quello che va in scena Crown Jewel contro AJ Styles, altro rivale storico dell’ultima fase a tempo pieno della carriera di John. Se contro Lesnar c’era stata poca costruzione, qui non ce n’è per nulla. Cena dopo Wrestlepalooza non appare più e il match contro il ‘Phenomenal One’ viene scialbamente annunciato sui social network. Ma la resa è eccellente. Come già accaduto tutte le volte che si sono sfidati in passato, Cena e Styles danno vita ad una contesa clamorosa. Uno spotfest quasi da videogames in cui due grandissimi atleti a fine carriera si dilettano a realizzare le finisher dei loro storici rivali in WWE (per Cena, ndr) e in TNA (per Styles, ndr). Qualcosa di magnifico. Un match iconico, vinto dal ‘Last Real Champion’ addirittura con la Tombstone Piledriver di Undertaker.

I giorni passano e la fine del tour di addio e della carriera di Cena si avvicinano ed in vista dell’ultimo grande appuntamento del 13 dicembre, la WWE indice un torneo con 16 partecipanti il cui vincitore avrà l’onore di affrontare il ‘Last Real Champion’ nell’ultimo incontro della sua carriera. Ma nel frattempo John Cena fa il suo ritorno un’ultima volta nella sua Boston per la sua penultima apparizione a Raw. Qui durante un promo viene interrotto dal campione intercontinentale Dominik Mysterio, la cui arroganza spinge il CCO Triple H alla decisione di fargli mettere in palio il titolo proprio contro Cena. E qui, al termine di un match combattuto, John batte Dominik e per la prima volta in carriera diventa campione intercontinentale e grand slam champion, forse l’unico alloro che gli mancava. Così, con sole tre apparizioni ancora in calendario, il ‘GOAT’ si ritrova nuovamente detentore di un titolo. La faida prosegue la settimana dopo nell’ultimo episodio a Raw per John Cena, con Dom che chiede la rivincita ma alle sue condizioni: a Survivor Series War Games a San Diego, la sua città natale. Nel match che va in scena in terra californiana l’overbooking la fa da padrone. In qualche modo Cena resiste alle interferenze del Judgement Day, ma non può nulla quando torna dal lungo infortunio Liv Morgan, che aiuta Dom a riprendersi il titolo, sconfiggendo Cena, che perde nella sua ultima apparizione in un PLE della WWE

Nel frattempo si conclude il torneo del ‘Last Time is Now’. A vincerlo è Gunther, che promette di umiliare John nell’ultimo Saturday Night’s Main Event dell’anno. Il match tra i due è bello e combattuto. Nessuna umiliazione, anzi Cena le prova tutte per vincere e tira fuori energie fuori dal comune per evitare la sconfitta. Alla fine però è costretto a cedere all’ennesimo tentativo dell’austriaco di sottometterlo alla Sleeper. Finisce con una sconfitta la straordinaria carriera di John Cena, che a fine match viene comunque celebrato da tutto il roster. Applausi, omaggi, standing ovation ed anche il bel gesto del campione WWE, Cody Rhodes, e del campione mondiale, CM Punk, che gli offrono le loro cinture per un’ultima posa da campione. Poi l’ovazione di ringraziamento di tutti i fan nel momento in cui Cena si toglie polsini e scarpe, tipici del suo attire, e saluta definitivamente il mondo del wrestling. Ora possiamo davvero dirlo: Last Time is Now!!!